dalla Catena di S. Libero
Scrive Riccardo Orioles nella sua e-zine del 5 dicembre:
(Adesso sono nella sede di un Comitato Borsellino giu' in Sicilia,
e' sera e la gente sta finendo di votare per le primarie. I
risultati si sapranno fra poche ore, percio' dovrei aspettare un po'
e mandarvi "il pezzo sulle elezioni in Sicilia". Ma forse e' meglio
riprendere un vecchio articolo e rimetterlo qui subito senza
aspettare il resto. Mi sembra che dica tutto quello che ho da dire
anche adesso, comunque vadano le cose qui in Sicilia nelle prossime
ore e nel resto d'Italia nei prossimi mesi).
* * *
IL PARTITO DI FALCONE E DEI RAGAZZINI
(Avvenimenti, gennaio 1992)
"Il partito di Falcone e dei ragazzini" non aveva un comitato
centrale o uno stemma, ma in realta' era l'unico partito esistente
in Sicilia, oltre alla mafia. Il rumore di fondo, in quegli anni,
era costituito dall dichiarazioni dei sindaci che escludevano
l'esistenza della mafia nella loro citta', dai giornali ad
azionariato mafioso che invocavano silenzio, dalla brava gente che
lavorava chiassosamente all'autodistruzione della sinistra, e dai
colpi di pistola. Furono i ragazzini di Palermo a scendere in campo
per primi. Il liceo Meli, l'Einstein, il Galilei, poi via via tutti
gli altri. Si passava sotto il Palazzo di Giustizia e il corteo,che
fino a quel momento aveva gridato a voce altissima i Nomi, faceva
improvvisamente silenzio. La' dentro lavoravano i nostri magistrati.
Falcone, Borsellino, Di Lello, Ayala, Agata Consoli, Conte: meta'
del Partito erano loro. L'altra meta', i liceali. A Catania, fra il
1984 e il 1986, furono almeno trecento i ragazzi che in una maniera
o nell'altra parteciparono, da militanti, alle iniziative dei
Siciliani Giovani: furono i primi a gridare in piazza i nomi dei
Cavalieri e a lavorare quotidianamente - il volantino,il centro
sociale, l'assemblea - per strappargli dagli artigli la citta'. A
Gela, a Niscemi, a Castellammare del Golfo, nei paesini dove i
padroni hanno la dittatura militare, essi vennero fuori e lottarono,
paese per paese e citta' per citta'. "La Sicilia non e' mafiosa -
affermavano orgogliosamente - La Sicilia e' militarmente occupata
dalla mafia". La Sicilia, dove ancora nel 1969 un ragazzo fu fatto
uccidere dal padre - boss mafioso - perche' era iscritto alla Fgci.
La Sicilia che ha combattuto, che non s'e' arresa mai.
Ha combattuto, ed ha fatto politica, ha ragionato. La politica come
partecipazione, come trasversalita', come sociata' civile nasce
nelle lotte palermitane e catanesi di quegli anni: oggi e' common
sense dappertutto. La fine del vecchio ceto politico, di tutta la
vecchia storia, fu intuita per la prima volta qui. Non e' un caso se
il movimento studentesco, due anni fa, e' ripartito da Palermo, e se
la' dura tuttora. Non e' un caso se Palermo e' l'unica citta'
d'Italia dove sia cresciuta un'opposizione di massa, dove
l'opposizione sia vincente. Non e' un caso se a Catania il piu'
totale black-out di tv e stampa non riesca - due volte in due anni -
a fermare i candidati dell'opposizione. Non e' un caso se a Capo
d'Orlando i commercianti si ribellano, non e' un caso se a Gela gli
studenti restano organizzati; e non e' un caso se a Palermo la gente
non reagisce invocando la pena di morte ma individuando lucidamente
le responsabilita' dei politici di governo e prendendosela con loro.
Dal 1983 - e sono ormai nove anni - in Sicilia e' in atto, con alti
e bassi ma con una sostanziale continuita'; non ancora maggioritario
ma gia' ben lontano dal minoritarismo. - un vero e proprio movimento
di liberazione. Contro la mafia, ma anche contro tutto cio' che essa
porta con se'.
Questo movimento avrebbe potuto essere esattamente l'anello che
mancava alla sinistra italiana, il punto di partenza per ricostruire
tutto. Invece, e' rimasto solo. Solo a livello di palazzi, di
comitati centrali, di radical-chic, di giornali: non a livello di
ragazzini. Domani, ad esempio - ma non e' una novita', perche'
avviene regolarmente ogni settimana - c'e' assemblea dei liceali
dell'Antimafia a Roma. Sono i soli, in Italia, a non avere paura
dello sfascio. Perche' sanno che c'e' una classe dirigente pronta a
prendere la responsabilita' del Paese anche domattina, se fosse
necessario - e non e' detto che non lo sia. Orlando, Claudio Fava,
Carmine Mancuso, Dalla Chiesa? Si': ma anche - e soprattutto -
Davide Camarrone del liceo Meli, Antonio Cimino di Corso Calatafimi,
Fabio Passiglia, Nuccio Fazio, Vito Mercadante, Angela Lo Canto,
Carmelo Ferrarotto di Siciliani Giovani, Nando Calaciura, Tano
Abela, il professor D'Urso: avete mai letto questi nomi sui
giornali? Benissimo. Infatti, neanche i nomi dei primi socialisti
uscivano sui giornali, cent'anni fa.
Una meta' del "partito" oggi non c'e' piu'. Martelli, il giudice
Carnevale, Pannella e Cossiga sono riusciti, ognuno con i suoi
mezzi, a svuotare il Palazzo dai nostri magistrati e lo stesso
Falcone, ben prima d'essere ucciso, era gia' stato messo in
condizione di non essere piu' quello di prima. Dei "vecchi", solo
Borsellino e Conte sono rimasti al loro posto. Ma nel frattempo sono
cresciuti i Felice Lima, i Di Pietro, i Casson.
(Adesso sono nella sede di un Comitato Borsellino giu' in Sicilia,
e' sera e la gente sta finendo di votare per le primarie. I
risultati si sapranno fra poche ore, percio' dovrei aspettare un po'
e mandarvi "il pezzo sulle elezioni in Sicilia". Ma forse e' meglio
riprendere un vecchio articolo e rimetterlo qui subito senza
aspettare il resto. Mi sembra che dica tutto quello che ho da dire
anche adesso, comunque vadano le cose qui in Sicilia nelle prossime
ore e nel resto d'Italia nei prossimi mesi).
* * *
IL PARTITO DI FALCONE E DEI RAGAZZINI
(Avvenimenti, gennaio 1992)
"Il partito di Falcone e dei ragazzini" non aveva un comitato
centrale o uno stemma, ma in realta' era l'unico partito esistente
in Sicilia, oltre alla mafia. Il rumore di fondo, in quegli anni,
era costituito dall dichiarazioni dei sindaci che escludevano
l'esistenza della mafia nella loro citta', dai giornali ad
azionariato mafioso che invocavano silenzio, dalla brava gente che
lavorava chiassosamente all'autodistruzione della sinistra, e dai
colpi di pistola. Furono i ragazzini di Palermo a scendere in campo
per primi. Il liceo Meli, l'Einstein, il Galilei, poi via via tutti
gli altri. Si passava sotto il Palazzo di Giustizia e il corteo,che
fino a quel momento aveva gridato a voce altissima i Nomi, faceva
improvvisamente silenzio. La' dentro lavoravano i nostri magistrati.
Falcone, Borsellino, Di Lello, Ayala, Agata Consoli, Conte: meta'
del Partito erano loro. L'altra meta', i liceali. A Catania, fra il
1984 e il 1986, furono almeno trecento i ragazzi che in una maniera
o nell'altra parteciparono, da militanti, alle iniziative dei
Siciliani Giovani: furono i primi a gridare in piazza i nomi dei
Cavalieri e a lavorare quotidianamente - il volantino,il centro
sociale, l'assemblea - per strappargli dagli artigli la citta'. A
Gela, a Niscemi, a Castellammare del Golfo, nei paesini dove i
padroni hanno la dittatura militare, essi vennero fuori e lottarono,
paese per paese e citta' per citta'. "La Sicilia non e' mafiosa -
affermavano orgogliosamente - La Sicilia e' militarmente occupata
dalla mafia". La Sicilia, dove ancora nel 1969 un ragazzo fu fatto
uccidere dal padre - boss mafioso - perche' era iscritto alla Fgci.
La Sicilia che ha combattuto, che non s'e' arresa mai.
Ha combattuto, ed ha fatto politica, ha ragionato. La politica come
partecipazione, come trasversalita', come sociata' civile nasce
nelle lotte palermitane e catanesi di quegli anni: oggi e' common
sense dappertutto. La fine del vecchio ceto politico, di tutta la
vecchia storia, fu intuita per la prima volta qui. Non e' un caso se
il movimento studentesco, due anni fa, e' ripartito da Palermo, e se
la' dura tuttora. Non e' un caso se Palermo e' l'unica citta'
d'Italia dove sia cresciuta un'opposizione di massa, dove
l'opposizione sia vincente. Non e' un caso se a Catania il piu'
totale black-out di tv e stampa non riesca - due volte in due anni -
a fermare i candidati dell'opposizione. Non e' un caso se a Capo
d'Orlando i commercianti si ribellano, non e' un caso se a Gela gli
studenti restano organizzati; e non e' un caso se a Palermo la gente
non reagisce invocando la pena di morte ma individuando lucidamente
le responsabilita' dei politici di governo e prendendosela con loro.
Dal 1983 - e sono ormai nove anni - in Sicilia e' in atto, con alti
e bassi ma con una sostanziale continuita'; non ancora maggioritario
ma gia' ben lontano dal minoritarismo. - un vero e proprio movimento
di liberazione. Contro la mafia, ma anche contro tutto cio' che essa
porta con se'.
Questo movimento avrebbe potuto essere esattamente l'anello che
mancava alla sinistra italiana, il punto di partenza per ricostruire
tutto. Invece, e' rimasto solo. Solo a livello di palazzi, di
comitati centrali, di radical-chic, di giornali: non a livello di
ragazzini. Domani, ad esempio - ma non e' una novita', perche'
avviene regolarmente ogni settimana - c'e' assemblea dei liceali
dell'Antimafia a Roma. Sono i soli, in Italia, a non avere paura
dello sfascio. Perche' sanno che c'e' una classe dirigente pronta a
prendere la responsabilita' del Paese anche domattina, se fosse
necessario - e non e' detto che non lo sia. Orlando, Claudio Fava,
Carmine Mancuso, Dalla Chiesa? Si': ma anche - e soprattutto -
Davide Camarrone del liceo Meli, Antonio Cimino di Corso Calatafimi,
Fabio Passiglia, Nuccio Fazio, Vito Mercadante, Angela Lo Canto,
Carmelo Ferrarotto di Siciliani Giovani, Nando Calaciura, Tano
Abela, il professor D'Urso: avete mai letto questi nomi sui
giornali? Benissimo. Infatti, neanche i nomi dei primi socialisti
uscivano sui giornali, cent'anni fa.
Una meta' del "partito" oggi non c'e' piu'. Martelli, il giudice
Carnevale, Pannella e Cossiga sono riusciti, ognuno con i suoi
mezzi, a svuotare il Palazzo dai nostri magistrati e lo stesso
Falcone, ben prima d'essere ucciso, era gia' stato messo in
condizione di non essere piu' quello di prima. Dei "vecchi", solo
Borsellino e Conte sono rimasti al loro posto. Ma nel frattempo sono
cresciuti i Felice Lima, i Di Pietro, i Casson.

0 Comments:
Posta un commento
<< Home