Manifesto etico-politico in 5 punti
Noi vogliamo essere cittadini di uno stato civile e democratico e vogliamo che le persone che deleghiamo a rappresentarci rendano conto del loro operato alle istituzioni del popolo italiano e non ad organizzazioni parallele di interessi come la Mafia.
Il nostro paese è l'Italia laica e indivisibile, che rispetta la carta costituzionale e le sue leggi, che sta in Europa, che accoglie e non fa guerre, con una scuola e una sanità pubblica, con uno stato sociale che garantisca i più deboli, con libertà di parola, di stampa, di religione, di satira, di critica, di diversità, di cultura; con il lavoro come diritto-dovere di ognuno, nel rispetto della sua dignità di persona, così come sancito dal primo articolo della nostra costituzione.
In qualità di cittadini quindi, enunciamo i cinque principi che seguono:
1. L’etica della politica
La moralità è un valore che attraversa la nostra concezione della cittadinanza e si esprime nell’etica del nostro agire nella sfera pubblica. Ognuno di noi che assuma la responsabilità di rappresentare la collettività in qualsiasi forma, e in particolar modo nelle istituzioni, ha il dovere di esprimere questi valori in ogni azione e con coerenza.
Le scelte di appartenenza sono lo specchio dell’etica individuale, le storie personali costituiscono memoria civica e politica; per parafrasare Borsellino, la questione morale è etica prima che giuridica. Siamo assoluti e intransigenti.
2. Le forme della rappresentanza
Il nostro impegno di cittadinanza si esprime attraverso la nostra azione politica quotidiana ma anche nella partecipazione in partiti politici, sindacati, associazioni ed altre forme collettive che elaborano e difendono i nostri interessi. Nella crisi di rappresentanza che attraversa la nostra società, ci impegniamo in una critica costruttiva dei nostri percorsi e ad un dialogo aperto, trasparente e onesto.
Non ci sono deleghe in bianco; le strutture di rappresentanza sono un progetto collettivo e non un diritto acquisito.
3. La democrazia partecipativa
La rifondazione della democrazia parte dalla partecipazione cittadina nei processi decisionali che riguardano la collettività. Nuovi approcci e nuovi strumenti per la partecipazione democratica vanno sperimentati con coraggio ma anche con la capacità di apprendere dall’esperienza.
Ci impegniamo per difendere ogni forma di partecipazione ed aggregazione politica e civica da qualsiasi strumentalizzazione.
4. La costruzione del programma
L’aggregazione politica si basa sulla condivisione di valori sui grandi temi. Lo sviluppo di programmi coerenti e l’identificazione di priorità dell’azione devono risultare da un confronto continuo che sostenga il perseguimento dei risultati stabiliti.
Non ci accontentiamo di programmi generici che poi non corrisponderanno ai fatti; il programma politico deve tradurre le nostre aspirazioni in azioni possibili, attraverso un processo continuo di partecipazione e dialogo.
5. L’unità dell’azione
L’unione politica risulta dall’alleanza di forze diverse con obiettivi convergenti e si alimenta con l’interconnessione di comunità, esperienze concrete e rapporti di fiducia. L’univocità, invece, soffoca la creatività collettiva imponendo il minimo comune denominatore a tutti.
L’unità politica deve essere un momento di libera scelta e di rispetto reciproco, che arricchisce chi vi partecipa e che sappia, quando deve, trasformarsi in nuovi percorsi autonomi.
Palermo, 12 maggio 2005
Roberto Albergoni, Marco Assennato, Maria Adele Cipolla, Enrico Colajanni, Maurizio Guzzardo, Jesse Marsh, Fulvio Vassallo Paleologo, Salvatore Petrucci, Leontine Regine, Maria Romano, Marco Siino, Nicola Sinopoli

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