CON RITA BORSELLINO PER BATTERE I POTERI MAFIOSI E PER COSTRUIRE UNITA’ E PARTECIPAZIONE.
Le primarie in Sicilia costituiscono una occasione irripetibile per costruire un percorso unitario capace di aggregare tutte le forze che nell’isola si battono contro lo strapotere delle clientele politico-mafiose, per restituire dignità ed occasioni concrete di lavoro e sviluppo nella legalità ai siciliani. Per ridare agli onesti una speranza nel futuro, qui, in questa terra.
Dopo il lungo silenzio dei principali partiti del centro-sinistra, la candidatura di Rita Borsellino ha riacceso l’entusiasmo di quanti attendevano invano da troppo tempo il segnale di una svolta effettiva, l’occasione di una partecipazione diretta ad uno sforzo immenso e rischioso: creare una prospettiva di governo della regione con un effettivo rinnovamento delle classi dirigenti per battere quella collusione schiacciante tra criminalità organizzata, sistema clientelare e apparati politici che in questi ultimi anni hanno controllato tutti gli snodi essenziali dell’economia ( dalla sanità alle risorse idriche, dallo smaltimento dei rifiuti agli appalti pubblici, dall’istruzione al mercato del lavoro) costringendo tanti giovani alla precarietà, all’asservimento o all’emigrazione.
La candidatura di Ferdinando Latteri (fino al 2004 esponente di Forza Italia a Catania) per le modalità con le quali è stata prodotta a Roma dai vertici nazionali e per gli interessi che rappresenta in Sicilia, non costituisce una sorpresa considerando la presenza di una vasta area di centro che si sta rivolgendo al centro sinistra per restare comunque nella “stanza dei bottoni” anche dopo la prevedibile sconfitta elettorale della Casa delle libertà a livello nazionale, ed è del tutto legittima accettando la logica delle primarie che presuppone una pluralità di candidati. Non costituisce però quella discontinuità forte che i Siciliani avvertono come necessaria dopo il governatorato Cuffaro, al punto che l’attuale presidente della regione si è permesso di commentare che in caso di vittoria di Latteri alle primarie si andrebbe ad una “campagna elettorale serena” con “ una bella sfida tra democristiani”.
La vittoria di Rita Borsellino va costruita da subito con una azione martellante sul territorio, provincia per provincia, città per città, paese per paese. Non solo con la individuazione, pure necessaria, di una squadra di governo che rappresenti in pieno tutte le componenti dell’Unione, anche quelle che nella Margherita non sono d’accordo con la candidatura Latteri. Occorre soprattutto organizzare e motivare ad un impegno diretto, in prima persona, quei siciliani che soffrono ogni giorno il giogo della mafia e delle sue propaggini clientelari, che si vedono negato il diritto ad esistere nella legalità, che per ottenere il riconoscimento di un diritto sono costretti a chiedere un favore. Bisogna rivolgersi anche a quei siciliani che si sono affidati alle promesse del centro destra ed oggi si sentono traditi. Questo sforzo immenso richiede la più ampia unità possibile tra quelle forze politiche e sociali che hanno avuto sin qui un percorso comune, senza cedere a facili trasformismi. Per questa ragione sarebbero deleterie ulteriori candidature di partito per le prossime primarie. Si potrebbe spaccare il fronte dell’Unione in Sicilia in modo irreversibile, con gravi conseguenze anche sulle prossime scadenze elettorali. L’esigenza di riaffermare la identità di un singolo partito, soprattutto dopo la riforma elettorale, condurrebbe matematicamente alla sconfitta delle istanze di rinnovamento e potrebbe allontanare quella possibilità di ricostruzione di un agire politico nella legalità costituzionale che oggi sembra di nuovo possibile anche in Sicilia.
Per queste ragioni è auspicabile che, di fronte alle due candidature già note, le ulteriori differenze all’interno dei partiti dell’Unione possano trovare una soluzione già prima dello svolgimento delle primarie, nella scelta della squadra di governo e dei programmi da attuare, piuttosto che risolversi in una contrapposizione tra più candidati, in quello che gli avversari del centro sinistra definiscono già una “sfida a sinistra”.
La vera sfida oggi in Sicilia è la costruzione di una nuova classe dirigente capace di battere la mafia e le clientele, e questa sfida impone di lavorare sino all’ultimo nella ricerca del massimo di unità possibile nel rispetto della dignità di tutte le componenti. Fino all’ultimo, ma anche da subito, senza tatticismi che gli elettori non perdonerebbero.
Fulvio Vassallo Paleologo
Università di Palermo
